A dispetto di quanto a proposito di una partnership strategica con , la notizia secondo cui avrebbe intenzione di lanciare (e in tempi brevissimi, un paio di settimane) un proprio servizio di musica digitale è stata accolta con molto scetticismo.
Aggiungendo però, durante una sessione di Q&A tenuta a margine dell’ (il summit con la Web community voluto da Nicolas Sarkozy in preparazione del G8 di Deauville), che musica, tv e libri sono le prossime aree in cui il social network intende concentrare i suoi programmi di sviluppo.
Spotify, a questo punto, diventerebbe solo uno degli alleati possibili, e magari preferibili, nello sforzo di integrare le virtù del social con i contenuti musicali: tanto che almeno altre tre piattaforme di musica digitale (coperte da anonimato) hanno confessato a Billboard di essere state contattate dagli uomini di Zuckerberg negli ultimi sei mesi. Come noto, l’integrazione tra Facebook e Spotify è già in atto: gli utenti del servizio musicale possono già autenticarsi sulla piattaforma utilizzando Facebook Connect, nonché condividere sulla bacheca del social network le canzoni che stanno ascoltando in streaming; secondo Forbes i successivi passi della partnership prevedono l’allestimento di una sorta di sala di ascolto virtuale per l’accesso simultaneo in streaming e la creazione di una icona sulla bacheca di Facebook per il download immediato del programma di Spotify sul computer.
Ma da qui a diventare il servizio musicale di default per Facebook, sottolineano diversi osservatori, il passo è lungo (anche perché resterebbe da sciogliere l’ingarbugliata matassa degli accordi di licenza con le case discografiche, da stipulare in separata sede).
Fonte:
http://www.rockol.it/news-249728/Zuckerberg-(Facebook)–La-musica-ci-interessa,-ma-non-%25c3%25a8-il-nostro-mestiere


